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Siurgus Donigala, i tesori naturali della Sardegna in mostra


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Paese

Dati Generali
Il paese di Siurgus Donigala
Il Comune di Siurgus Donigala nasce nel 1927, come risultato dell’unione del paese di Siurgus e Donigala Siurgus, a seguito del Decreto Regio dell’epoca, per circa mille anni i due comuni ebbero vita autonoma. Il paese, in provincia di Cagliari si trova a ridosso del Lago Mulargia, in un territorio montuoso dove prevale la macchia mediterranea. Dal punto di vista dello sviluppo economico, il paese, da sempre a vocazione agricola, si è impegnato insieme alla Comunità Montana, nella valorizzazione delle risorse offerte dal lago, predisponendo strutture e servizi che consentono ai turisti di godere del fascino della zona. Le altre risorse del territorio comprendono monumenti di interesse storico e archeologico come il nuraghe situato all’interno del paese o il nuraghe “Su Nuraxi?, in cui sono stati trovati oggetti appartenenti al periodo bizantino, oggi custoditi nel Museo Archeologico di Cagliari.
Il territorio di Siurgus Donigala
Altitudine: 223/682 m
Superficie: 76,45 Kmq
Popolazione: 2189
Maschi: 1060 - Femmine: 1129
Numero di famiglie: 759
Densità di abitanti: 28,63 per Kmq
Farmacia: via Giovanni XXIII, 3 - tel. 070 989474
Guardia medica: (Mandas) - tel. 070 - 984111
Carabinieri: via Giovanni XXIII, 5- tel. 070 989722

Storia

DONNIGALA (Seurgus) [Siurgus Donigala], villaggio della Sardegna nel distretto e mandamento di Mandas della provincia e prefettura d’Isili, compreso un tempo nel giudicato di Cagliari con gli altri villaggi del dipartimento Seurgus.

È tradizione che questo popolo sia derivato dal già estinto, che abitava nella prossima regione di Olvieto, del quale la coltivazione ha cancellato pur le me-nome vestigie.

La sua situazione è alla latitudine 39°, 36' alla longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0°, 3,'30". Dista da Mandas miglia 4, 5, da Seurgus antico capoluogo di Curatoria un miglio scarso, da Goni circa 2 ore in istrada montuosa non carreggevole, da Scalap Eanu in sentieri difficilissimi ore tre, passando il Dosa sur una barca, da Orròli ore due in via tortuosa.

Clima. Siede in un altipiano sotto la influenza di tutti i venti, però predominato dal maestrale. Vi si patisce umidità e freddo, e sono frequentissime le alterazioni atmosferiche. Vi piove spesso, vi nevica, e non è rara la grandine. La nebbia si suole spargere ne’ luoghi bassi, ma poche volte se ne sperimenta nocumento.

Sono nel villaggio circa 100 case, due contrade principali, ed una piazza detta Sa-Gruji-Santa, dove è la beccheria ed il monte-granatico. Le uscite per a Mandas e a Seurgus sono amene, per le verdeggianti siepi de’ predii, e per li pioppi, fichi e le quercie.

Popolazione. Le famiglie sono altrettante che le case, e le anime 500. Le nascite sogliono esser 12, le morti 8, e 4 i matrimonii. Le malattie frequenti sono infiammazioni al petto e al basso ventre. Il cemiterio è attiguo alla chiesa parrocchiale in sulla estremità del villaggio, e però non conforme ai regolamenti.

Professioni. Le arti necessarie sono esercitate da non più di dieci uomini. Le donne lavorano in 60 telai. L’istruzione primaria non numera più di 7 fanciulli, che pochissimo profittano.

Da questo popolo sono 30 coscritti al battaglione della Trecenta; dieci fanno ogni anno il servigio barracellare.

Chiese. La parrocchia di Donnigala già compresa nella diocesi doliense, ora è con questa inclusa nella cagliaritana. La chiesa principale è dedicata alla N. D. Di Monserrato, le due chiese filiali sono denominate una da s. Biagio, l’altra da s. Sebastiano. Nella festa della titolare, che occorre addì 8 settembre, si tiene mercato, e corresi il palio. Il paroco ha titolo di rettore, e nella cura delle anime è assistito da un altro.

Agricoltura. L’estensione del territorio è di circa 7500 star. Si suol seminare ogni anno star. di grano 500, d’orzo 70, di fave 80, e poco lino. Il grano produce l’otto. La cultura delle piante ortensi è trascurata. Il vigneto è assai prospero, ma il vino è leggiero e di poca bontà per il troppo umore della terra, e più per il metodo perverso della manifattura: se ne raccoglierà circa 12 mila quartare, che si consumano nel luogo. Le piante fruttifere non di molto sopravanzeranno le due migliaje nelle seguenti specie, fichi, peri, susini, meligranati, peschi, giuggioli e pomi.

Il terreno chiuso a tanche sarà poco più del decimo della quantità coltivabile. Or vi si semina, or vi chiude a pastura il bestiame.

Una superficie di circa 2500 starelli alla parte di levante è selvosa, e tiene tutte tre le specie de’ ghiandiferi, molti olivastri e buon numero di alberi che servono solo per costruzione.

Il Donnigalese è alla parte dov’è l’anzidetta selva, assai montuoso, e sono notabili le eminenze di Genna-ruina, Ruina-tobu, S’acquasalìda e Mardeghina, su le quali è aperta allo spettatore un’amplissima prospettiva, fuorchè alla parte di mezzogiorno.

In quei monti vanno talora a ricoverarsi quei che diffidano della giustizia. Il mineralogo ha che osservare ne’ siti Masone-majore, che dicesi sia dell’ardesia e del ferro ossidato, in Riu de colorus e in Bia de carru, dove trovansi delle terre di color turchino e rosso, che possono servire a’ pittori.

Pastorizia. Si numeravano nell’anno 1836 buoi per l’agricoltura 200, vacche e tori 500, pecore 2500, capre 1000, cavalli e cavalle domite 35, giumenti 80. Il prodotto del bestiame è scarso, perchè questo è mal custodito ed esposto al rigore dell’inverno senza riparo. Da ogni dieci capi pecorini non si ottiene all’anno più di libbre 100 di formaggio, il quale è di mediocre qualità. Il superfluo a’ bisogni della popolazione vendesi alla capitale.

Caccia. Trovano i cacciatori cinghiali e daini, lepri e conigli, e tutte le specie degli uccelli conosciuti nel-l’isola.

Acque. Sono in questo territorio molte piccole fonti, dette volgarmente mitzas, che formano alcuni rivi, e vi scorrono due fiumi. Uno di questi è il Molargia, il quale ha sua origine nel Nurrese dalla fonte del Perastro, e alcuni incrementi in quello di Serri dalle acque deis Ceas, e in questo Donnigala da tre rivi, uno dessa Conca dess’acca, l’altro Masoni Margiàni, il terzo su Bangiòlu, e da altri minori rigagnoli. Dopo un corso di circa 11 miglia dalle prime sorgenti, va a dar suo tributo al Dosa. Il guado del Molargia non è pericoloso che momentaneamente quando è nella maggior escrescenza. L’altro fiume che entra in questo territorio è il così nominato Baiezìgu, che ha sua origine dalla Mitza-Calàvrigus in salto di Mandas. Esso quindi procede al territorio di Sisini.

Pesca. Nel Molargia si suol pescare alcun poco di anguille e trote.

Antichità. In varii siti si possono vedere vestigia di antichi edifizii, e paiono essere state popolazioni, sebbene piccole, nominatamente in Ruina-margiani, in Planu-furonis e in Lazzanàu. Non mancano i norachi, ma quasi tutti in gran parte distrutti.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Siurgus Donigala
16 Gennaio: Sant'ANtonio da Padova
19 Gennaio: San Sebastiano
13 Giugno: Sant'Antonio da Padova
8 Settembre: Santa Maria